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18 giugno 2013

ROMANATURA

Un patrimonio che non ha pari al mondo

Attualmente RomaNatura gestisce il vincolo ambientale di oltre 16.000 ettari di natura protetta, compresa l’Area Marina delle Secche di Tor Paterno. Molte riserve naturali conservano quella vocazione agricola che rende, a tutt’oggi Roma Capitale il primo comune agricolo d’Italia. La ricchezza del territorio gestito dall’Ente è immensa: preesistenze archeologiche, monumenti, ville e casali rappresentano solo una parte del suo valore, il cui vero tesoro è rappresentato da nicchie ecologiche che contano la presenza di oltre 1000 specie vegetali, 5000 specie di insetti e altre 150 specie fra mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. Per questo l’Ente RomaNatura mette a disposizione di tutti questa nuova APP che permette in modo veloce ed efficace di scoprire tutto ciò che le riserve naturali di Roma regalano a partire dalle diverse specie faunistiche per finire con i siti archeologici sparsi su tutto il territorio di sua competenza. E’ inoltre possibile, tramite l’APP, segnalare direttamente all’Ente eventuali emergenze di degrado all’interno dei suoi parchi o semplicemente segnalare nuove scoperte faunistiche o floristiche, tramite la funzione Photo Reporter. 

Scarica l’App per iPhone:

https://itunes.apple.com/it/app/romanatura-ente-regionale/id658796051?mt=8

scarica l’App per Smartphone:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.itn.romanatura

17 giugno 2013
L’Ente RomaNatura promuove con un evento la divulgazione dei risultati del monitoraggio delle cernie nell’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno con dibattito aperto al pubblico.

Orario: 15.30
Via del Canale di Castel Fusano,11 (fronte Borghetto dei Pescatori)

 

 

Nel mediterraneo ci sono varie specie di cernia. Il genere più rappresentato è Epinephelus con ben sei specie delle quali quattro sono autoctone e due (Epinephelus haifensis ed E. malabaricus) sono di origine indo-pacifica e sono arrivate nel mediterraneo sud-orientale attraverso il canale di Suez. A queste sei si aggiungono altre due specie: la cernia bruna (Polyprion Americanus) e la cernia rossa (Mycteroperca Rubra).

Del genere Epinephelus fanno parte la cernia comune (E. Guaza), la cernia dorata (E. Alexandrinus), la cernia bianca (E. Aeneus) e la cernia di fondale (E. Caninus). Sono tutte specie essenzialmente carnivore, ma occupando delle nicchie ecologiche diverse ed avendo raggiunto un certo grado di specializzazione alimentare la competizione tra le diverse specie di cernia è molto attenuata.

N.B.  Epinephelus: Il termine Epinephelus è legato alla colorazione della cernia e deriva dal greco “epinèphelos” che significa nuvoloso.

La cernia, se non spaventata, si può presentare frontalmente ai subacquei e può così essere facilmente ammirata.

9 giugno 2013

In una bella giornata finalmente quasi estiva sono tornate in mare presso l’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, gestita da Roma Natura, otto tartarughe marine Caretta caretta, recuperate ferite dagli uomini della Guardia Costiera in diverse località di mare del Lazio.

Molte sono le disavventure che questi animali hanno vissuto prima di essere curate dalla Stazione Zoologica “Anton Dohrn” – Turtle Point di Napoli. C’è la storia di Giannina, soccorsa sulla spiaggia di Ostia a gennaio 2013 dagli uomini della Guardia Costiera di Fiumicino, con un principio di assideramento e un’occlusione intestinale da buste di plastica e cotton-fioc; quella di Righeira, impigliata in una rete da posta a Terracina e in procinto di annegare; quella di Roverella, rimasta agganciata a un amo di palangaro a Gaeta e della più sfortunata Irene, che a Ponza per liberarsi da una rete si è autoamputata una pinna, ma che ora è pronta a tornare al mare.

Otto animali e otto vicende diverse, accomunate tuttavia da un unico elemento che, sottolinea impone a tutti una riflessione: l’eccessivo impatto delle attività umane sul mare, dalle eliche dei natanti alle reti da pesca non consentite,  dalle catture intenzionali alle buste di plastica scambiate dalle tartarughe per meduse, uno dei loro cibi preferiti. Oggi dopo lunghi mesi di ospedalizzazione, questi rettili di antichissime origini e straordinariamente adattati alla vita marina sono tornati finalmente nel loro mondo e ai loro lunghi viaggi in giro per il Mediterraneo, simboli di un mare vitale e senza confini.

Alla manifestazione, tenutasi al Porto Turistico di Ostia Lido, hanno partecipato inoltre i bambini dell’I. C. “G.Parini” di Ostia ai quali il biologo Treglia del Turtle Point hanno illustrato gli aspetti della vita naturale delle tartarughe, le loro disavventure, come vengono soccorse e curate.

Successivamente gli animali sono stati trasportati verso l’Area Marina Protetta delle secche di Tor Paterno con le motovedette della Guardia Costiera di Fiumicino ed i mezzi navali di Roma Natura, Lega Navale di Ostia Lido e con l’ausilio dei subacquei dei diversi diving che organizzano le immersioni subacquee presso l’area marina protetta.

Le tartarughe salutate dalle sirene della Guardia Costiera si sono subito immerse, probabilmente molto felici della riacquistata salute e libertà.

Galleria fotografica dell’evento
Foto di Antonella Giacomini

6 giugno 2013

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani (8 giugno), RomaNatura sarà presente presso Zoomarine, primo Parco italiano a ricevere il riconoscimento di “Giardino Zoologico”, con uno stand per illustrare l’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno. Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 sarà possibile visitare i diversi stand di associazioni ed Enti che hanno aderito all’iniziativa di divulgazione ed educazione ambientale. L’Ente RomaNatura e Zoomarine Italia, con il Trust Onlus, collaborano grazie ad un protocollo di intesa siglato per la realizzazione di attività didattico-educative e progetti scientifici di ricerca e conservazione. 
Zoomarine è a Torvaianica (Pomezia) , in via Zara. 

Il programma completo è disponibile su 
http://www.zoomarine.it/ .

L’attenzione verrà posta anche all’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno nonché alle altre 14 aree naturali protette gestite dall’Ente.

 
5 giugno 2013

ASCOLTA L’INTERVISTA REALIZZATA DA Radio Dimensione Suono

intervista fancello

Eccezionale rilascio di otto esemplari di tartarughe marine all’interno delle acque dell’Area Marina Protetta “Secche di Tor Paterno” .

Il prossimo 8 giugno è la “Giornata Mondiale degli Oceani”. RomaNatura, Ente Gestore dell’ Area Marina Protetta “Secche di Tor Paterno”, in collaborazione con la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” – Turtle Point di Napoli  nell’ambito delle finalità istitutive della  Rete Tartalazio,  celebra questa importante iniziativa dedicata ai “polmoni blu” del  Pianeta  con la liberazione  il 7 giugno nelle acque delle Secche al largo di Ostia, di 8 tartarughe comuni (Caretta caretta), che come altre specie di tartarughe sono a rischio d’estinzione.

Le tartarughe provengono dal Turtle Point, centro di convalescenza e riabilitazione degli esemplari curati presso l’Acquario di Napoli dopo essere stati raccolti in difficoltà a mare  o sulle spiagge. Molte sono le disavventure che questi animali hanno vissuto. C’è la storia di Giannina, soccorsa sulla spiaggia di Ostia a gennaio 2013, con un principio di assideramento e un’occlusione intestinale da buste di plastica e cotton-fioc; quella di Righeira, impigliata in una rete da posta a Terracina e in procinto di annegare; quella di Roverella, rimasta agganciata a un amo di palangaro a Gaeta e della più sfortunata Irene che a Ponza, per liberarsi da una rete si è autoamputata una pinna, ma che ora è pronta a tornare al mare. Otto animali e  otto vicende diverse, accomunate tuttavia da un unico elemento che impone a tutti una riflessione: l’eccessivo l’impatto delle attività umane sul mare, dalle eliche dei natanti all’ intrigo di reti, dalle catture intenzionali alle buste di plastica scambiate dalle tartarughe per  meduse, uno dei  loro cibi preferiti. Il 7 giugno, dopo lunghi mesi di ospedalizzazione, questi rettili di antichissime origini e straordinariamente adattati alle vita marina, torneranno finalmente nel loro mondo e ai loro lunghi viaggi in giro per il Mediterraneo, simboli di un mare vitale e senza confini.

L’appuntamento è al Porto Turistico di Roma (Ostia Lido–L.mare Duca degli Abruzzi, 84)  presso la Spiaggetta del Porto  alle ore 12.00. Alle ore 12.30 circa accoglieremo le tartarughe e, dopi i saluti istituzionali, ascolteremo dal Dott. Treglia del Turtle Point gli aspetti della loro vita naturale, le loro disavventure, come vengono soccorse e curate, per poi salutarle prima dell’imbarco verso l’Area Marina Protetta.

L’evento è organizzato dall’Ente RomaNatura con il supporto dei guardiaparco e dell’ufficio naturalistico e dalla Capitaneria di Porto che metterà a disposizione i propri mezzi navali per il trasporto delle tartarughe in mare successivamente al loro arrivo da Napoli.

Partecipano: Livio Proietti (Commissario RomaNatura); Giulio Fancello (Direttore RomaNatura); Gianluca Treglia (Stazione Zoologica “Anton Dohrn” – Turtle Point di Napoli); Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino; Assessorato alle Infrastrutture, alle Politiche abitative e all’Ambiente – Regione Lazio; Luigi Valerio (coordinamento TartaLazio); Tullio Picciolini (Presidente Lega Navale Lido di Ostia); Maria Gabriella Villani (Presidente Wwf Litorale romano).

 

La tartaruga comune (Caretta caretta Linnaeus, 1758) è la tartaruga marina più frequente nel Mar Mediterraneo. La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane.

Sono animali perfettamente adattati alla vita acquatica grazie alla forma allungata del corpo ricoperto da un robusto guscio ed alla presenza di “zampe” trasformate in pinne. Alla nascita è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 – 140 cm, con massa variabile tra i 100 ed i 160 kg. Come tutti i rettili, hanno sangue freddo il che le porta a prediligere le acque temperate. Respirano aria, essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori. Sono animali onnivori: si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse, ma nei loro stomaci, purtroppo, è stato trovato di tutto: dalle buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi ed altri oggetti di plastica.

Stazione Zoologica di Napoli – Turtle Point: www.szn.it

TartaLazio: www.creia.it

Giornata Mondiale degli Oceani: www.oceanday.com

Domenica 9 giugno ore 16

CASA DEL MARE –  Via del Canale di Castelfusano, 11 (Borghetto dei Pescatori) -

Ostia Lido

Ostia, 7 giugno 2013 – Domenica 9 giugno alle ore 16, In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebrerà  l’ 8 giugno, alla Casa del Mare di Ostia Lido,  sede dell’Area Marina Protetta  “Secche di Tor Paterno” – verrà inaugurata la Mostra “Sharklife: proteggiamo gli squali nel Mediterraneo”.

Tutto quello che si deve sapere sugli squali nel Mediterraneo: quanti sono? Quali le specie più comuni? Cosa mangiano? Sono davvero un pericolo?

La Mostra itinerante “Sharklife: proteggiamo gli squali nel Mediterraneo” è stata realizzata nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione previste dal progetto europeo Sharklife, primo progetto europeo dedicato alla conservazione degli squali finanziato dalla Ue attraverso lo strumento finanziario LIFE +.

La Mostra itinerante “Sharklife: proteggiamo gli squali nel Mediterraneo” è stata realizzata nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione previste dal progetto e sarà esposta in vari acquari, aree marine protette e musei naturalistici italiani. Sharklife è il primo progetto europeo dedicato alla conservazione degli squali ed è finanziato dalla Ue attraverso lo strumento finanziario LIFE +.. Accanto a CTS, capofila del progetto, ci sono diversi partner: FIPSAS, AGCI-AGRITAL, Cibm, Fondazione Cetacea Onlus, Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Area Marina Protetta delle Isole Pelagie. Co finanziatori: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e Parco Nazionale dell’Asinara.

Interverranno Simona Clò, Responsabile Settore Conservazione Natura di CTS ed esperta di squali, Giulio Fancello,Direttore di RomaNatura (Ente Gestore dell’Area Marina), e Cinzia Forniz, referente scientifico dell’Area Marina.

In conclusione dell’incontro è previsto  un tavolo di discussione rivolto all’attenzione dei pescatori ricreativi che operano nell’Area Marina “Secche di Tor Paterno”  sul tema dell’importanza del loro contributo per la conservazione degli squali.

La Mostra sarà aperta fino al 30 giugno.
Ingresso libero -  Orari: mar – ven dalle 16.00 alle 20.00 (lun chiuso) sab-dom dalle 10.00 alle 20.00.

Per saperne di più sul progetto Sharklife www.sharklife.it

 

 

Gli squali, insieme alle razze, appartengono alla classe dei Condroitti, che comprende pesci con un scheletro fatto solo di cartilagine, e alla sottoclasse degli Elasmobranchi.
Gli squali vivono sul nostro pianeta da circa 400milioni di anni e in tutto questo tempo sono cambiati molto poco.
Per quanto riguarda le loro caratteristiche più importanti, va ricordato che gli squali non hanno la vescica natatoria e si mantengono a galla grazie alla leggerezza del loro scheletro e ad un fegato molto voluminoso, che contiene sostanze leggere, lipidi e squalene. Sono dei forti nuotatori, ma non sono in grado di fare “marcia indietro”; hanno la pelle ricoperta di papille (cripte sensoriali) che consentono loro di “assaggiare l’acqua” mentre avvicinano la preda e, inoltre, minuscoli denti (denticoli), simili a quelli che hanno in bocca ma in miniatura, ricoprono il loro corpo e favoriscono il nuoto. Gli squali sono poi sensibili ai campi magnetici ed elettrici, grazie alla presenza di alcuni recettori collegati ai pori del muso. Riguardo alla riproduzione, circa il 30% degli squali è oviparo, il 50% è viviparo aplacentato (le uova si schiudono dentro il corpo), il restante è viviparo placentato. Infine, ma questo lo sanno tutti, gli squali hanno i sensi molto sviluppati e una potentissima dentatura.

Nel Mediterraneo sono presenti 79 specie di elasmobranchi (45 di squali e 34 di razze), che vivono sia in zone costiere di bassa profondità che in aree più pelagiche a batimetria più profonda. Lungo le coste italiane in particolare, si registra la presenza di 73 di queste specie (43 di squali e 30 di razze). Seppure non siano mai stati oggetto di una pesca diretta, nel corso dell’ultimo secolo si è tuttavia registrata un’allarmante diminuzione della loro presenza in diverse aree.

4 giugno 2013

Approvazione del calendario ormeggio nell’Area Marina Protetta Secche di Tor Paterno dall’ 08.06.2013 al 30.09.2013.
Visualizza il file in .pdf:

DD055 NN-2013 Approvazione del calendario ormeggio AMP Secche Tor Paterno

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