La tradizione attribuisce la nascita della città al quarto re di Roma, Anco Marzio (620 a.C.), ma la documentazione archeologica conferma con certezza la sua presenza solo dal IV sec. a.C.

La sua struttura urbana, nata con funzione di castrum fortificato per il controllo dei rifornimenti di sale, seguiva un rigido impianto cardo-decumanico. In età augustea, all’incrocio di questi due

assi principali, si trovavano i più importanti uffici commerciali, il foro con il tempio di Roma e Augusto e il teatro che ancora oggi, nella bella stagione, viene utilizzato per rappresentazioni teatrali

classiche. Ostia costituì il principale porto di Roma dal quale, le derrate alimentari provenienti dall’Impero, risalivano il fiume giungendo a Roma. Con la costruzione, in età imperiale, dei

due vasti bacini portuali di Claudio e Traiano la città conobbe il massimo splendore.

Tra il IV e il V sec. d.C. Ostia subì un lento declino che si concluse con il definitivo abbandono nel IX sec. d.C. Il complesso archeologico di Ostia Antica, i cui scavi non sono ancora conclusi, è stato incluso dall’Unesco tra i 100 siti archeologici più importanti del mondo.

All’interno dell’area archeologica vi è il Museo Archeologico Ostiense che raccoglie numerosi reperti portati alla luce nel corso degli scavi.

Il Borgo di Ostia Antica

ed il Castello di Giulio II

Il Borgo: Agli inizi del ‘400, Papa Martino V fece costruire, a guardia del Tevere, una torre rotonda circondata da un fossato, per permettere la sorveglianza delle vicine saline e per il controllo doganale

dei traffici che si svolgevano lungo il fiume. Attorno alla torre, nella seconda metà del XV secolo, sorse il Borgo circondato dalle mura. All’interno del borgo si affaccia la chiesa rinascimentale

di Sant’Aurea sulla cui facciata sono visibili alcuni stemmi marmorei cardinalizi. Si conservano importanti iscrizioni relative al culto della martire Aurea e alla presenza in zona della tomba di Monica, madre di Sant’Agostino.

Il Castello: Verso la fine del XV secolo, il Cardinale Giuliano della Rovere (futuro papa Giulio II) affidò la costruzione del Castello, per controllo e difesa del fiume, all’architetto fiorentino Baccio Pontelli.

Il complesso architettonico, tipico esempio di architettura militare rinascimentale, è costituito da un sistema perimetrale di casamatte (camere da sparo) che mettono in comunicazione tre

torri (la maggiore delle quali ingloba la precedente torre voluta da papa Martino V) e da un largo fossato. In seguito, all’interno del castello vennero realizzati ambienti residenziali e uno scalone monumentale, articolato in tre rampe, con volte e pareti decorate con affreschi eseguiti da artisti della scuola di Baldassarre Peruzzi. Attorno alla metà del sec. XVI, la conquista da

parte dello spagnolo duca d’Alba (1556), e la parziale distruzione delle strutture difensive con l’inondazione del Tevere (1557), conseguenza della quale fu lo spostamento del fiume verso settentrione,

provocarono il trasferimento delle sue funzioni doganali dapprima a Tor Boacciana (sec. XII) e in seguito a Tor San Michele. Nel 1736 Pio VI, nell’ambito di un vasto piano di bonifica finalizzato allo sfruttamento delle saline, restaurò i danni che la Rocca aveva subito nel corso dell’occupazione spagnola.

Ostia Antica, dai sette re

di Roma al castello dei Papi

Ostia Antica (dal latino “ostium” = “bocca del mare”) nasce in epoca repubblicana come colonia marittima e sbocco sul Tirreno di Roma e si sviluppa in età imperiale con la costruzione dei

due bacini di Claudio e di Traiano. Con il declino di Roma inizia anche quello di Ostia, quando nel IV secolo d.C., Costantino la divise da Porto, centro sorto sull’Isola Sacra, privandola di molti

privilegi e diritti municipali e riducendone notevolmente i traffici. Il crollo dell’impero provocò la fine dei commerci marittimi, il rapido spopolamento dell’abitato e l’abbandono del territorio

alle invasioni dei barbari e dei pirati.

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