Nelle acque della AMP “Secche di Tor Paterno è stato di recente osservato un branco di una decina di esemplari di pesce flauto (Fistulariacommersonii) delle dimensioni tra 80 e 100 cm. Secondo la testimonianza di alcuni subacquei dei Vigili del Fuoco, che ci hanno segnalato l’avvistamento, il branco si trovava in prossimità del fondo presso il pedagno della Boa 1,  a una profondità di  19 mt, e un esemplare si è avvicinato ai subacquei fino a farsi toccare.

 

 

Il pesce flauto, della famiglia Fistularidi, è una specie originaria degli oceani Indiano e Pacifico, comprese le coste dell’America Centrale e Meridionale. Molto comune nel Mar Rosso , è una delle numerose specie (circa 65) entrate nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez  e che sono definite come “migratrici lessepsiane” dal nome dell’ingegnere francese Ferdinand de Lesseps, che nell’Ottocento progettò il taglio dell’istmo di Suez.La prima segnalazione per il Mediterraneo è nelle acque di Israele, nel 2000; da qui il pesce flauto si è rapidamente diffuso, nel 2002, nel Mediterraneo orientale (Grecia e Turchia). Nel 2004 ha raggiunto le coste  adriatiche orientali e quelle dell’Italia Meridionale e Centrale  e da qui si è espanso verso nord e verso ovest raggiungendo nel 2007 l’Italia occidentale e la Sardegna, la Liguria e la Spagna; di recente è stato segnalato anche nella Libia orientale. La prima segnalazione nelle acque costiere laziali (Anzio, Terracina e Civitavecchia) è del 2007: questa è stata la prima volta che  nel Mediterraneo occidentale  sono stati segnalati numerosi individui  in una singola località ( 10 ad Anzio); si tratta inoltre della prima segnalazione di una specie lessepsiana sulle coste del Lazio (Psomadakis et al., 2009)

Questi dati evidenziano l’estrema rapidità di diffusione e la notevole capacità di adattamento del pesce flauto nel Mediterraneo, dove è ormai considerata una specie aliena acclimatata (CIESM, 2015). La sua presenza, come quella di alcune altre specie aliene, è una testimonianza evidente del riscaldamento del mare in atto da diversi anni ma ancora non si conoscono gli eventuali impatti sugli ecosistemi colonizzati.

Come riconoscerla

A prima vista può sembrare un incrocio tra un’aguglia e un  grande pesce ago, per il muso molto allungato che termina con un’apertura boccale piccolissima. Il carattere morfologico che permette una immediata e sicura identificazione è  la tipica formazione filamentosa, sottile e allungata, che si sviluppa alla base della pinna caudale e che, se osservata da vicino, risulta costituita da 2 raggi.

Un altro elemento identificativo è la forma del corpo, slanciata, quasi tubulare e leggermente appiattita in senso dorso-ventrale. Il nuoto avviene attraverso ondulazioni del corpo e la spinta della pinna caudale, che consente anche scatti molto rapidi. Il colore della parte dorsale è grigio-marrone-verde oliva, priva  delle macchie e delle striature blu che caratterizzano invece gli individui non mediterranei, mentre il ventre è bianco iridescente; le pinne dorsale e anale sono leggermente aranciate. Tutto il corpo è rivestito da uno strato mucoso denso e attaccaticcio.  Le dimensioni sono comprese in media tra 20 e 100 cm ( lunghezza massima: 150 cm).

Specie costiera, il pesce flauto vive in stretta vicinanza delle scogliere, da solo o in piccoli gruppi, dove si ciba prevalentemente di piccoli pesci, come ghiozzi e donzelle, che risucchia dal fondale all’interno del lungo muso a forma di tubo. Nel Mediterraneo sembra prediligere l’habitat delle praterie di Posidonia oceanica;le catture nelle reti da pescanelle acque laziali sono tuttavia avvenute su fondali sabbiosi e fangosi. E’ commestibile ma le sue carni sono di scarso pregio alimentare.

L’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta “Secche di Tor Paterno” invita tutti gli utenti dell’AMP (subacquei, pescatori ricreativi e pescatori professionali) a fornire immediata comunicazione di eventuali avvistamenti e/o catture, corredate da documentazione video/fotografica (ove possibile) e dai seguenti dati: zona di avvistamento (se possibile con coordinate), profondità,numero di individui, lunghezza, comportamenti. Potete inviare le segnalazioni via email a Cinzia Forniz (referente scientifico AMP – ciforniz@regione.lazio.it) .

Le segnalazioni sono infatti di grande importanza per monitorare il fenomeno di espansione della specie e, in particolare, verificare se la specie si sia insediata stabilmente presso le Secche di Tor Paterno. 

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