Specie protetta da diverse Convenzioni, Direttive e Regolamenti della Comunità Europea, la tartaruga caretta è  da diversi anni  al centro di programmi di monitoraggio, recupero e salvaguardia  da parte di Enti Istituzionali  e Associazioni Ambientaliste, che operano anche con il  prezioso supporto del volontariato: tante persone che a vari livelli cercano di “salvare il salvabile”.

In quest’ambito, da circa un anno, è operativa anche TARTALAZIO, la rete di coordinamento laziale per il recupero e il Primo Soccorso alle tartarughe in difficoltà. Istituita dalla Regione Lazio (Determinazione N. A0923 del 17/09/2012) la rete vede impegnati in modo coordinato la Capitaneria di Porto e Guardia Costiera, il personale delle Aree Protette  costiere e marine  del Lazio e  i centri di  Primo Soccorso,  che operano  in sinergia per assicurare l’affidamento il più rapido possibile degli animali  alle strutture di cura e riabilitazione “Stazione Zoologica Anton Dorhn e Turtle Point”di Napoli. La prima tartaruga a beneficiare di questo servizio è stata Giannina: raccolta quasi assiderata a Ostia dalla Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino è stata trasportata al Turtle Point da un coordinatore,  TartaLazio, per poi tornare, in salute, nelle acque da cui si è spiaggiata con la collaborazione dell’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta “Secche di Tor Paterno” e dei suoi Diving Center. Nella individuazione di animali in difficoltà, un ruolo fondamentale può e deve essere svolto da chi, per diletto o per lavoro frequenta ed opera sulle  coste e  nel mare laziale. Una semplice telefonata può salvare la vita a una tartaruga e non è cosa da poco: anche un solo esemplare  reintrodotto  in natura  può essere determinante, data la situazione critica della specie, per allontanare lo spettro dell’estinzione. Restituire al loro mondo le 8 tartarughe laziali nell’Area Marina Protetta Secche di Tor Paterno è stata dunque  una piccola grande vittoria, che si aggiunge a quella del migliaio di esemplari restituiti al mare dal Turtle Point dal 1986  e a tutti  quelli salvati in altri centri di recupero del Mediterraneo. Le tartarughe  sono uno degli emblemi più fragili di  un ecosistema anch’esso a  rischio, e ancora tanto resta da scoprire su questi Rettili che dalla notte dei tempi viaggiano  nelle acque marine del mondo.  E’ compito di  ciascuno di noi non girarsi dall’altra parte, ma  aiutarle a sopravvivere  e con questo, aiutare anche  i nostri  mari. In fin dei conti,  conoscete forse un altro Pianeta su cui l’uomo possa vivere ?

Tutti possono partecipare a questa necessaria “corsa contro il tempo”: scoprite come  intervenire  per aiutare una tartaruga in difficoltà con un click:

S.O.S. TARTARUGHE

 

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