SECCHE

I Nomadi Del Mare


Chi ha visto almeno una volta lo straordinario film animato "Alla ricerca di Nemo", magari in compagnia di figli o nipoti, non può non ricordare l'episodio che ha come protagonisti la vecchia e saggia tartaruga Scorza e il figlio Schizzo che, con altre tartarughe, "cavalcano" con maestria la Corrente Orientale Australiana, sempre in movimento da un'acqua all'altra dell'oceano...
In effetti le tartarughe sono tra i più infaticabili viaggiatori del mare e la caretta non fa eccezione, a parte il fatto che, rispetto al film, viaggiano "in solitaria".
Tranne che nel periodo della riproduzione, quando si avvicinano alle coste, le caretta trascorrono gran parte del tempo in mare aperto e profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare o per riscaldarsi al sole.
Essendo Rettili, infatti, sono animali a sangue freddo, incapaci di regolare dall'interno la temperatura corporea, e questa è anche la ragione di una parte dei loro spostamenti, quelli stagionali diretti alle zone di svernamento, più calde, del Mediterraneo orientale.
A queste rotte si aggiungono quelle verso le aree di alimentazione - dove gli adulti e i giovani più "grandicelli" si nutrono soprattutto sul fondo, cacciando pesci,molluschi, crostacei, ricci di mare e altri Echinodermi - e tra queste e le aree di nidificazione.
Si tratta, dunque, di vere e proprie migrazioni, vitali per la sopravvivenza della specie, ma purtroppo sempre più ostacolate se non interrotte da attrezzi da pesca come le reti da posta: sbarramenti lunghi km nelle invisibili autostrade liquide del mare, che soprattutto le tartarughe giovani e ancora inesperte (come Irene Camomilla e Righeira) non hanno ancora imparato ad evitare per tempo.
Negli spostamenti da un'area all'altra, spesso distanti centinaia di km, le caretta possono raggiungere velocità superiori a 35km/h, grazie alla propulsione fluida e sincrona delle pinne anteriori.
Dagli innovativi studi tramite il tracking satellitare (Giaco: click ai 2 successivi paragrafi?) è emerso che le tartarughe caretta possono percorrere nel solo Mediterraneo distanze tra 2500 e 7000 chilometri l'anno, a una "velocità di crociera" media (considerate le soste e i rallentamenti alimentari) di 1,2 km/h.
Durante gli spostamenti non disdegnano quando capita a tiro qualche gelatinoso "spuntino da viaggio" come meduse, perfino quelle più urticanti, e altro macroplancton come cinti di Venere e beroe.
Spuntini che, però, possono risultare indigesti o, peggio, portare alla morte: l'ingestione di buste di plastica, che in acqua somigliano molto alle meduse, è una delle maggiori cause di soffocamento e occlusioni intestinali,cui contribuiscono anche cotton-fioc, mozziconi di sigarette e altri prodotti di rifiuto umani, facilmente scaricabili in sedi più appropriate che non il mare.
E anche in questo caso a farne le spese sono i giovani come Giannina, che si è salvata, e la sua più sfortunata compagna di viaggio, soccorse dalla Capitaneria di Porto presso lo stabilimento balneare “La Spiaggia” di Ostia il 16 gennaio 2013.


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